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  • Massimo Altobello

LE PRIORITÀ DELL'AGENDA 2020 DI LEGAMBIENTE

Ridurre l’uso di sostanze inquinanti e dannose e contrastare agricoltura e zootecnia intensiva. Incentivare innovazione e ricerca in chiave sostenibile.

Aiutare gli agricoltori che guardano all’agroecologia con convinzione attraverso meccanismi premianti. Sono queste alcune delle priorità dell’agenda 2020 di Legambiente.


Per il 2020, si profila un nuovo modo di fare agricoltura che consentirà di scrivere un nuovo futuro: l'agricoltura nel 2020 sarà il settore che avrà la forza, sia a livello locale che europeo, di rappresentare un volano per l’economia e per la lotta ai cambiamenti climatici.



LE PAROLE DI ANGELO GENTILI, RESPONSABILE AGRICOLTURA DI LEGAMBIENTE



Angelo Gentili Responsabile Legambiente Agricoltura

Secondo Angelo Gentili «stando ai recenti dati diffusi dall’Eea (Agenzia Europea per l’Ambiente), l’agricoltura dell’Europa del sud e dunque anche dell’Italia sarà presto messa in ginocchio dalla crisi climatica. Ondate di calore, alluvioni, siccità e, molto più in generale, eventi meteorologici estremi metteranno a dura prova le coltivazioni cosiddette non irrigue, facendole diminuire in trent’anni di circa il 50%. E guardando al prossimo futuro la situazione è ancora più preoccupante: alla fine del secolo, tali coltivazioni subiranno una ulteriore riduzione, raggiungendo quota – 80%. Senza alcun dubbio, si tratta di un allarme che deve vedere tutti i prima linea e che deve essere affrontato e gestito ponendo al centro del dibattito le modalità attraverso cui salvaguardare la produzione primaria e mettere definitivamente da parte l’agricoltura intensiva e industriale, tra le principali cause dell’attuale crisi. In questa ottica, è necessario incentivare significativamente politiche agricole sia a livello nazionale che europeo attraverso le quali consentire alle aziende di difendersi di più e meglio dai cambiamenti climatici e ridurre le emissioni di CO2 del comparto di riferimento. La proposta è quella di creare un meccanismo premiante che dovrà servire per dare un nuovo impulso alla drastica riduzione dell’utilizzo di pesticidi e molecole pericolose di sintesi, dannosi per la conservazione della biodiversità, per il ruolo prezioso delle api e degli insetti pronubi e per la salute umana. Dalle nuove politiche agricole e dalla PAC in particolare, inoltre, dovrà passare anche il rafforzamento delle pratiche agricole sostenibili, dell’innalzamento significativo dell’asticella attraverso la drastica riduzione della chimica per l’agricoltura integrata e dell’agricoltura biologica come vero e proprio apripista dell’intero settore. Per comprendere l’importanza dell’attivazione di questi percorsi è sufficiente far parlare i dati: il tasso di assorbimento della CO2 dei suoli nell’agricoltura convenzionale è pari all’1%, in quelli bio sale al 3,5%. A fronte di ciò, l’agroecologia mette al bando con determinazione sostanze di sintesi, evitando inoltre l’inutile consumo di combustibili fossili e diminuendo le emissioni climalteranti. Ciò vuol dire che l’agroecologia non solo ci consentirà di fronteggiare la crisi del settore agricolo ma rappresenta anche un valido alleato nel rallentamento delle conseguenze della crisi climatica.



LA SOLUZIONE: PUNTARE SUI DISTRETTI AGROALIMENTARI

«Puntare con determinazione sui distretti agroalimentari in chiave eco-sostenibile. Proprio attraverso tali distretti si consentirà al nostro Paese di essere protagonista non solo di un rilancio economico green ma anche di un nuovo modo di fare agricoltura attraverso una rete realmente sostenibile e capace di fronteggiare le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto. Questo consentirebbe di ridurre i consumi idrici ed energetici, abbattere gli input chimici, aumentare la fertilità del suolo e fornire prodotti sani ai consumatori. Inoltre, permetterebbe la creazione di laboratori a cielo aperto interamente dedicati alla sostenibilità, all’agroecologia e al biologico e ci consentirebbe di diventare sempre più competitivi sul mercato, abbinando alle produzioni di qualità e senza residui chimici di sintesi l’identità territoriale italiana. Inoltre, è molto importante utilizzare innovazione e sperimentazione all’avanguardia per ridurre gli input chimici e ridurre sprechi energetici ed idrici. Nel nuovo anno sarà inoltre necessario individuare strategie attraverso cui sostenere l’agricoltura e garantire lo sviluppo dei nostri territori dove è in costante aumento il fenomeno dell’abbandono delle aree coltivate con tutte le conseguenze negative che ciò comporta. L’auspicio di Legambiente – ha concluso Gentili – è che da parte del governo ci sia una sempre più mirata attenzione al settore dell’agricoltura e che si dia seguito a misure di natura strutturale attraverso le quali sostenere le attività e rilanciare l’intero settore. Non è più il tempo di rimandare a domani ciò che possiamo e dobbiamo fare oggi: puntando con forza e determinazione anche sotto il profilo economico sull’agroecologia si ha la certezza di operare una scelta competitiva e lungimirante e di rivitalizzare l’intero settore agricolo, evitando l’abbandono delle terre ed il dissesto idrogeologico, favorendo la permanenza dei presidi territoriali e salvaguardando l’ambiente».


Mappa dei Distretti Rurali, Agroalimentari e Biologici in Italia


Fonti:

http://www.greenreport.it/news/agricoltura/lagricoltura-nel-2020-ridurre-luso-di-sostanze-inquinanti-e-dannose-favorire-agroecologia-e-biologico-no-incentivi-a-pioggia/

https://www.suoloesalute.it/agenda-2020-le-priorita-per-lagricoltura-secondo-legambiente/

https://scuolaambulantediagricolturasostenibile.wordpress.com/2018/01/08/mappa-dei-distretti-rurali-agroalimentari-e-biologici-in-italia/

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